“Il Borgo dei Cartai” è un museo-laboratorio. Ospitato all’interno dei locali dell’ ex mulino Carlani di Subiaco, si compone di due sale principali, alle quali si accede attraverso una scalinata in ciottoli, lungo la quale sono allestiti una serie di pannelli informativi. Il nucleo dell’esposizione è costituito dalle macchine necessarie alla produzione della carta: pila a magli multipli a ruota idraulica, secchia e fornace del collaro, torchio, tina, spanditoio, etc. Riproduzioni fedeli realizzate artigianalmente e del tutto simili a quelle presenti all’interno della cartiera di Subiaco nell’ottocento. Marco Orlandi, ideatore e curatore del progetto, ci ha guidato in anteprima lungo un percorso che muovendo dal passato intende proporsi anche come vettore per uno sviluppo culturale ed economico futuro.

Marco, come è nata l’idea del museo?
Il primato del primo libro stampato in Italia non poteva non essere onorato e valorizzato come merita. Inoltre sappiamo tutti la fondamentale importanza che la cartiera ha avuto per la cittadina. Ogni sublacense, in qualche modo, ne ha avuto a che fare. Tutti abbiamo almeno un parente o un amico che lì ha lavorato. Ad esempio, la madre di Fabio (altra persona che fa parte del progetto, ndr) era addetta alla preparazione degli stracci. Il Borgo TERRITORIO borgo2dei Cartai non è però un semplice spazio espositivo, ma un archivio della memoria della comunità che appartenere a tutti. E non solo.

Spiegaci pure…
Vuole essere anche un punto di partenza per un laboratorio di arte e mestieri. In questo senso, il professor Giovanni Meroni, nella costruzione delle macchine, ha dato un contributo fondamentale. L’obiettivo è realizzare un piccolo laboratorio di incisione, rilegatoria, produzione di carta e di cancelleria artigianale. Attraverso il quale realizzare prodotti totalmente legati al territorio. Per questo abbiamo individuato quelli che saranno gli stili che andranno in produzione. Lo stile “Borgiana” prevede decorazioni con i frammenti degli affreschi della Rocca dei Borgia, il “Monaci” con i particolari degli affreschi dei Monasteri benedettini e “Sublaquea” con i dettagli delle opere d’arte che illustrano la nostra città, meta dei più grandi artisti di ogni epoca.

Oltre al laboratorio, ci sarà anche un centro di formazione…
Si, la nostra intenzione è riportare in auge quelle professionalità che erano il fiore all’occhiello del territorio. Il Centro Formazione Arti e Mestieri permetterà di seguire fin da bambini i futuri professionisti, curando con una serie di corsi di livelli diversi anche gli interessi dei semplici curiosi. Fondamentale sarà quindi il rapporto con le scuole ed i piccoli alunni. Che oltre a guardare, parteciperanno a tutte le fasi del lavoro. In questo senso abbiamo già un accordo con la facoltà di Psicologia dell’università” La Sapienza”, per studiare come la creatività incida sulla personalità dei bambini. Inoltre il Borgo si rivolgerà anche al turismo formativo ed al team bulding aziendale.

1380458_455541431226652_622781724_nIl Borgo poi ha trovato ospitalità in un edificio particolare.
Direi proprio di si. È un luogo che ha un grande significato. Ospitava infatti un’antica gualchiera, per la lavorazione degli stracci destinati alla produzione della carta, ed era anche un importante mulino. Tutte le attività praticate qui erano legate al fiume. Sotto al museo passava il canale Barberini e la sua acqua forniva l’energia necessaria per far girare le ruote idrauliche. Altro senso è ovviamente la vicinanza con la ex cartiera. Il più grande motore economico che Subiaco abbia mai avuto.

Grazie, dicevi di voler fare un appello…
Si. Alla base del progetto c’è l’intenzione di innescare un processo di condivisione del sapere, fondato su una storia ed un patrimonio comune. Faccio un appello a chi abbia notizie, materiali o testimonianze sulla storia della carta a Subiaco affinchè ciò che sa non vada disperso, ma fatto confluire in un’operazione di difesa del nostro patrimonio e della nostra identità culturale. Sorprendente è infatti l’aiuto che stanno dando alla causa molti sublacensi, attraverso i loro racconti e le loro testimonianze.

Francesco Di Roma