Cosa c’è di diverso tra una birra artigianale ed una industriale? Come distinguerle? Quali scegliere? Vediamo di capirci qualcosa… Dare una definizione precisa di “birra artigianale” non è cosa semplice. La legge italiana, infatti, non distingue tra birra artigianale ed industriale, ma solo tra microbirrificio e birrificio industriale.

Dunque, si può dire in prima battuta che, a differenza di quella artigianale, la birra industriale è prodotta in grandi quantità, destinata ad un mercato vasto e sempre con le stesse caratteristiche. La birra artigianale è di norma una birra cruda, non pastorizzata. Cioè non viene “cotta”, ovvero portata ad una temperatura di 60°C, necessaria ad eliminare i batteri potenzialmente portatori d’infezioni del prodotto. Per questo ha un periodo di conservazione più breve, ma è più ricca di tutti quegli aromi che la pastorizzazione, invece, rimuove. La birra industriale viene cotta anche per rendere il gusto più omogeneo e fedele rispetto al modello originale.

Nei microbirrifici gli ingredienti impiegati sono normalmente di alta qualità, mentre nella produzione industriale spesso si aggiungono additivi chimici, conservanti e surrogati del malto d’orzo, come mais e riso, che permettono di abbassare i costi d’acquisto delle materie prime, ma compromettono la qualità ed il gusto del prodotto. La birra industriale è servita sempre a temperature molto basse. Che anestetizzano gli odori e nascondono i limiti del prodotto, aumentandone la gradevolezza. Generalmente il freddo, anestetizzando le papille gustative, ci impedisce di percepire aromi e fragranze. Provate a bere una birra industriale ed una artigianale entrambe a temperatura ambiente! La birra artigianale non viene normalmente neanche filtrata. Attraverso questo processo industriale vengono raccolte le sostanze in sospensione, comprese quelle portatrici di aromi e fragranze. La birra acquista così un aspetto più chiaro e limpido, ma perde parte del suo gusto.

Infine ricordate: ogni birra artigianale va servita alla sua temperatura. Per capire se qualcosa non va, fate caso alla schiuma: se è poca potrebbe voler dire che la sua temperatura è troppo bassa. Se invece è troppa, potrebbe dipendere da una temperatura di servizio eccessivamente alta.