Tra le gole e le rapide del fiume Aniene sbarca un altro avventuroso sport. Una disciplina esplosa in Francia negli ottanta e giunta in Italia qualche anno dopo, diffondendosi soprattutto a ridosso della alpi piemontesi. Il canyoning o torrentismo, consiste nel discendere a piedi gole e canyon di piccoli corsi d’acqua, con l’ausilio di corde e altri strumenti. Abbiamo incontrato Roberto Locatelli, una delle sei guide canyoning presenti in Italia. Che ha scelto le rapide dell’Aniene come uno dei luoghi dove praticare e far praticare questo divertente sport.

Aniene-014Ciao Roberto e benvenuto su “Quid”. Solitamente frequenti le Alpi francesi ed italiane. Come mai hai scelto i Monti Simbruini come meta di alcuni tuoi percorsi?
Ciao e grazie. Frequento però anche Monte Livata da oltre dieci anni. E sia dal punto di vista naturalistico, che da quello sportivo, l’ho trovata sempre spettacolare. In più è facilmente raggiungibile da Roma. Il territorio è un gioiello incredibile, perché in pochissimo spazio c’è concentrato di tutto. E poi il letto dell’Aniene si presta alla grande al torrentismo. Ci sono moltissimi punti d’entrata e di uscita. Questo lo rende un luogo ideale per far apprezzare facilmente il canyoning in tutti i suoi aspetti, soprattutto a chi ci si avvicina per la prima volta. L’altra cosa spettacolare è la qualità e la limpidezza dell’acqua. Quando un romano vede che si tratta dello stesso fiume che passa per la sua città, resta a bocca aperta.

Cos’è che ti piace di più del torrentismo?
Prima di tutto il fatto che è una vera e propria “acquafun” naturale, nascosta tra le pieghe della montagna. A tratti si va a piedi ed altre volte si è immersi. L’acqua è l’elemento determinante, ed è quello che più contribuisce a rendere i percorsi divertenti. Inoltre la sua attività erosiva ed il variare della portata rendono i corsi dei fiumi estremamente dinamici. Lo stesso percorso cambia in continuazione. E dall’acqua dipende pure il tasso di difficoltà nel discendere un torrente. L’altro aspetto interessante è che, a seconda delle esigenze, vengono usate diverse tecniche: nuoto, scivolata lungo le rocce, passaggi in corda, tuffi e scivolate.

Oltre all’attività fisica è anche un opportunità per guardare l’ambiente da un punto di vista nuovo…
Esattamente. Il torrentismo permette di raggiungere posti altrimenti non visitabili. Per provare i percorsi sull’Aniene mi hanno accompagnato alcune guide rafting di Subiaco. E persino loro, che sul fiume praticamente ci vivono, sbucando qua e la da punti e luoghi nuovi, si sono entusiasmati come bambini. Il tutto avviene ovviamente sempre in massima sicurezza. Durante l’inverno facciamo molta attività di formazione, proprio per garantire che tutti i protocolli siano sempre applicati alla perfezione.

Aniene-020Come avviene la discesa?
Il torrentismo è uno sport di gruppo, dentro al canyon sei con i compagni. Un problema di uno è un problema di tutti. Armati di muta, casco e imbrago, si scende uno alla volta, scegliendo la tecnica di volta in volta necessaria. La durata di un percorso varia a secondo della quantità d’acqua e dell’abilità del gruppo. In genere si va dalle due alle sei ore.

Quale tratto dell’Aniene hai scelto per i tuoi percorsi di canyoning?
I percorsi saranno diversi. Per praticare torrentismo l’Aniene è perfetto: è un vero e proprio canyon. Ed è ideale per modulare itinerari di diverse difficoltà, che quindi tutti possono affrontare. Il tratto a monte del laghetto di San Benedetto, appena fuori Subiaco, l’ho trovato particolarmente interessante.

Chi può fare torrentismo?
Lo possono fare tutti, bambini compresi. E non c’è bisogno di una particolare preparazione fisica. Sull’Aniene faremo soft canyoning, una sua variante meno estrema. Il percorso, poi, è sempre precedentemente studiato ed attrezzato. Con una serie di escamotage viene reso oltreché sicuro, facilmente fruibile, giocoso e molto divertente. E t’assicuro che è molto bello vedere gli adulti divertirsi e sorridere come bambini.

Francesco Di Roma