Le proposte di “Viverelaniene” rappresentano ormai uno dei principali attrattori turistici di Subiaco e di tutto il territorio. Durante la scorsa stagione, ad esempio, sono state oltre quindicimila le persone che hanno scelto di provare l’emozione del rafting o arrampicare una falesia del territorio. Un ventaglio di possibilità che si rinnova e cresce ogni anno. Grazie alla passione e alla creatività dei ragazzi dell’associazione, e ad un patrimonio naturalistico meraviglioso. Abbiamo incontrato Andrea Frosoni e Fabio Mariano, guide fluviali ed istruttori di arrampicata.

ImmapontegineCiao ragazzi e benvenuti sul nostro magazine. Oramai le vostre attività sono tra le principali attrazioni della Valle dell’Aniene…
A.F.: Ciao e grazie. Si, la nostra montagna, l’acqua, e le nostre rocce ci permettono di fare ed offrire un grande numero di attività, che siano però anche alla portata di tutti. Rafting e soft rafting, in particolare, sono quelle principali. E in molti lo scelgono anche per festeggiare occasioni importanti, come un addio al celibato o al nubilato. Importante è anche il numero di scolaresche, mentre sempre più aziende vedono nel rafting un’ottima disciplina per la pratica del team building (consolidamento gruppi aziendali, ndr).

Quali sono i numeri della scorsa stagione? E da dove provengono la maggior parte dei vostri utenti?
F.M.: Lo scorso anno abbiamo avuto oltre quindicimila presenze. Subiaco è posizionata in una punto strategico, al centro di un triangolo di tre capoluoghi: Frosinone, Roma e l’Aquila. La distanza di un’ora, massimo un’ora e mezza, fa sì che sia raggiungibile in tempi ragionevoli da ognuna di queste città. Il settantacinque per cento dei turisti provengono comunque da Roma e provincia.

ImmaginkeOltre al rafting cosa fate? E cos’è che piace di più?
F.M: Proponiamo anche sup, hydrospeed, arrampicata e speleologia. Da poco abbiamo inserito anche canyoning, escursionismo, orienteering classico e su cime innevate, nordic walking, corsi di canoa e kayak, corsi di sopravvivenza, arrampicata e anche team building.

Quali sono le novità di quest’anno?
A.F.: Ogni sezione ne ha una. Tra quelle che riguardano il fiume, abbiamo da poco iniziato a proporre la “Discesa power”. Un tipo di rafting più selettivo, pensato per i più audaci e per chi ha voglia di mettersi in gioco. Gli equipaggi vengono muniti di mute e sottoposti a prove e manovre avventate. Si tratta di una discesa più impegnativa sia a livello fisico, che mentale. Ovviamente niente di pericoloso, ma qualcosa di decisamente più adrenalinico, nel rispetto più totale della sicurezza. Per questo tipo di discesa, inoltre, occorre essere maggiorenni e saper nuotare. Un’altra novità è la discesa lunga: sette chilometri e mezzo di tratto fluviale, rispetto ai cinque tradizionali.

E siete diventati anche una scuola di formazione…
F.M.: Si, siamo un centro di soccorso fluviale, ed anche una scuola. Organizziamo corsi e rilasciamo attestati. E siamo anche tecnici di soccorso fluviale per la protezione civile. Nel caso ci fossero delle emergenze alluvionali o da effettuare salvamenti fluviali, interveniamo e garantiamo supporto.

Avete anche iniziato i corsi di sopravvivenza?
A.F.: Già, insegniamo ad adulti e bambini come sopravvivere in ambienti ostili. Inoltre teniamo anche corsi di canoa e kayak, attraverso i quali insegnamo a cavalcare, conoscere ed affrontare le correnti del fiume.

E il parco avventura?
A.F.: È stato da poco inaugurato. Fa parte del complesso di palazzo Moraschi Piatti, che l’associazione “Gli Angeli” guidata da Don Mario Pieracci sta finendo di ristrutturare. È un itinerario arboreo di mille metri lineari, con passaggi di più livelli, strutturato in diverse tipologie di percorso. Per i piccoli, mantenendo sempre alto il livello di divertimento, abbiamo cercato di dare all’attività un taglio anche didattico.

La creatività di certo non vi manca. Spesso accanto alla pratica sportiva unite anche altro. Qual è di queste l’accoppiata che ha avuto più successo?
F.M.: Quella del “Beer stop” è stata davvero una bella idea. Un’iniziativa che riesce a far apprezzare al meglio ciò che la nostra terra sa offrire. Durante la discesa con i gommoni, a metà del percorso ci si ferma per ritrovarsi immersi in un campo di luppolo in riva al fiume, e degustare la birra artigianale dell’azienda Aimara, realizzata con i prodotti provenienti da quelle coltivazioni.

Insomma, tra tutte queste attività, qual è quella che consigliate?
F.M.: Che domanda! Tutte ovviamente. Provare per credere.

Clarissa Civilini